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sabato 12 settembre 2015

Estratto di IL MIO SEGRETO PIÙ DOLCE

                                Capitolo 1

Potreste smetterla? Non riesco a leggere se voi due continuate ad amoreggiare qui di fianco a me!” Haley alzò i suoi grandi occhi blu su di me, mentre Landon, sdraiato su di lei, soffocò una risata. “Scusa Joey” mi disse “Ma cosa posso farci se la mia ragazza è incredibilmente attraente?”. Si chinò appena per stamparle un bacio sulle labbra. Io alzai gli occhi al cielo, chiusi il libro e mi alzai sbuffando “Eddai J.” mi supplicò Haley. “Trovo un altro posto” dissi prendendo la borsa da terra “Voi mi date la nausea”. Forse lo dissi con un tono un po’ duro perché la mia migliore amica mi guardò accigliata e questa volta anche gli incredibili occhi verdi di Landon si posarono interrogativi su di me. “Ci vediamo dopo” dissi voltandomi. Ero pazza di loro e lei era l’unica migliore amica che avessi mai avuto, il che era tutto dire visto che io avevo passato gran parte dei miei vent’anni in California, mentre lei c’era da appena un anno. Eravamo in uno dei parchi di Santa Monica. L’erba era tagliata perfettamente, c’erano delle grandi querce, panchine, altalene, scivoli, giostre per arrampicarsi. C’erano bambini che correvano e urlavano, i loro genitori apprensivi gli correvano dietro ed io scossi la testa divertita. Scelsi la quercia vicino l’altalena e mi misi a sedere lì, pronta per tornare al mio libro senza che nessuno mi disturbasse, quando notai una bambina dai capelli dorati avvicinarsi all’altalena. Avrà avuto due anni ed era troppo piccola per riuscire a salirci da sola e infatti un uomo sui quarant’anni , brizzolato, con qualche ruga sotto gli occhi stanchi le si avvicinò con un sorriso carico d’amore, la mise a sedere e iniziò a spingerla dolcemente. Sentivo la bambina ridere come una matta mentre si reggeva forte alle catene. Mi resi conto solo in quel momento che stavo stringendo forte il libro che tenevo fra le mani e gli angoli degli occhi mi pungevano. Trassi un respiro profondo per calmarmi e spostai lo sguardo sull’erba. Mi stavo comportando in maniera ridicola, era inutile prendersela tanto, non si poteva tornare indietro nel tempo e mio padre era sempre troppo impegnato con il lavoro per potermi portare al parco. Lavorava per il mio futuro. Questa era la frase che mi ripeteva ogni volta che da bambina gli chiedevo di fare qualcosa con me. “Un penny per i tuoi pensieri” disse una voce fin troppo vicina a me. Girai la faccia verso quella voce, che conoscevo bene, e mi resi conto che a quella distanza non c’era neanche bisogno che mi sporgessi per baciarlo. Mi ritrovai a guardare quelle labbra perfette e invitanti e avvampai al pensiero, alzai lo sguardo e vidi che mi stava guardando con un sopracciglio alzato “Sei tornata sulla terra?” mi chiese arretrando un po’. “Sei tutta rossa, a che stavi pensando?” alzai gli occhi al cielo e sbuffando risposi “Non a te” mentii e lui sorrise facendo brillare i denti perfetti che si ritrovava. Era bello, e intendo davvero. Zigomi alti, naso sottile e delicato, labbra sottili ornati da un cerchietto. Portava la barba, non folta, quel tanto da sembrare appena sveglio e disordinato. I capelli scuri erano un po’ più lunghi della barba ed erano cresciuti tanto nell’ultimo periodo siccome di solito li portava rasati, non che tutto questo avesse importanza visto che li nascondeva sempre sotto al capello. La cosa che di lui più m'imbarazzava erano gli occhi. Non erano blu come quelli di Hales, che sembravano confondersi con l’oceano, no, i suoi rasentavano l’azzurro del cielo, tanto che a volte sembravano trasparenti, altre invece sembravano più scuri, come un cielo in tempesta e le folte ciglia scure non facevano altro che metterli in risalto. “Cosa leggi?” chiese riportandomi alla realtà. “Un libro” risposi ridendo e ottenendo così una spinta. Il suo tocco su di me era incredibile, la pelle sembrava prendere fuoco ed io sapevo che non mi sarei mai abituata a quel tocco né a ciò che risvegliava in me. Mi spinse con la mano destra indugiando per quella che mi sembrò un’eternità. Sulle sue dita il diminutivo del nome della sorellina, Emy, scritto a caratteri gotici e una piccola stella sul dito senza lettere. Emily aveva perso la vita troppo presto, ad appena sei anni, la notte di Halloween, a causa di un pirata della strada che girava ancora a piede libero e che noi conoscevamo. Le sue braccia erano coperte da tatuaggi, che il suo migliore amico Landon, gli faceva. Erano l’uno il tatuatore dell’altro nel loro negozio di tattoo e piercing aperto da un anno e sapevo che continuavano sotto la maglietta a mezzemaniche blu notte. “Allora?” sbuffò capendo che non avevo sentito neanche mezza parola e mi rubò il libro dalle mani. Si sedette vicino a me e le nostre ginocchia si toccarono. Iniziò a sfogliare il libro con la fronte aggrottata e gli sorrisi. “Non sarà un’altra storia d’amore strappalacrime?” chiese cercando di sembrare serio e io feci di si con la testa “Dovresti smetterla di leggere questi romanzi rosa.” Scrollai le spalle “Parla di una ragazza che ha perso i genitori e che viene affidata a degli zii che sono delle persone orribili, ma lei ha una splendida migliore amica e presto s’innamora e tutte le cose orribili che è costretta a sopportare sembrano meno difficili da affrontare e il peso che porta dentro sembra farsi più leggero, ci sono un po’ di drammi, ma alla fine tutto va nel verso giusto” mi ripresi il libro attenta a non sfiorargli le mani “Immagino sia così” dissi e lui mi guardò accigliato “Nell’amore dico” continuò a guardarmi come se stessi parlando un’altra lingua. “Il peso, io credo che nell’amore diventi più facile, non devi portare il carico pesante da sola, in due è più semplice”. Nascose gli occhi sotto la visiera del suo cappello da baseball blu e bianco “A volte però l’amore può diventare il peso più grande” disse e fu il mio turno di guardarlo come se mi stesse parlando in aramaico “Non credi nell’amore? Gli chiesi e lui scrollò le spalle. “Credo nell’amore dei miei genitori e in quello di Lan e Hales, ma quanto a me, non so se sono il tipo da innamorarsi, non credo di essere bravo ad affrontare i drammi”. Alzò lo sguardo su di me e per un attimo i nostri occhi s’incrociarono. Il suo sembrava uno sguardo triste, mi venne voglia di sfiorargli la mano, di chiedergli cosa lo turbasse tanto. “Credo” disse lui spostando lo sguardo dal mio e prima che potessi chiedergli qualcosa il mio cellulare iniziò a squillare sotto le note della colonna sonora dell’esorcista. Tom scoppiò in una fragorosa risata mentre io mi affrettai a rispondere. “Hai visto che ore sono?” chiese una voce infuriata, guardai l’orologio tempestato di Swarovski al mio polso, erano quasi le cinque. “Scusa mamma, ho perso la cognizione del tempo, arrivo subito”. Silenzio. “Beh, muoviti” disse alla fine. Chiuse la telefonata ed io guardai il mio amico “Ci sei anche tu a quella stupida asta questa sera?” gli chiesi mentre lui era impegnato a trafficare con il telefono “Si” rispose sbuffando “Mamma mi ha incastrato, chissà perché Landon invece è riuscito a cavarsela” disse alzandosi, mi alzai anch’io, ma forse troppo velocemente perché una volta in piedi il mondo intorno a me iniziò a girare e le gambe divennero molli. Sentii una presa forte cingermi in vita e sbattei contro un muro di muscoli tesi. “J. stai bene?”. Ero una testa più bassa di lui quindi dovetti alzare lo sguardo per incontrare il suo carico di preoccupazione. “Solo un capogiro” risposi sforzandomi di sorridere. Lui continuò a guardarmi preoccupato e a stringermi come se temesse che lasciandomi andare sarei finita in mille pezzi, forse aveva ragione, ma cercai di farmi forza e mi allontanai dalla sua stretta forte sentendo il mio corpo andare in fiamme. Lo stomacò iniziò a brontolare e lui alzò un sopracciglio “Non hai mangiato oggi?” evitai di guardarlo mentre risposi “Certo, a stasera”. Mi allontanai senza aspettare la sua risposta, corsi alla mia Mercedes e tornai a casa dei miei. Ripensai alla domanda di Tom, avevo mangiato, certo, a colazione, solo una mela. Era così da qualche mese ormai. Non ero grassa e di questo ne ero sicura, anche perché Haley non faceva che ripeterlo, dicendo di invidiare le curve che lei non aveva, nonostante fosse bellissima con quella cascata di capelli mogano, gli occhi bellissimi, un fisico che mia madre avrebbe elogiato ed i muscoli datale dalla danza, mentre per mia madre la quarantadue era intollerabile. Secondo lei ogni abito attillato non mi cadeva bene, mi faceva sembrare il sedere grasso e i fianchi larghi. Era una vergogna visto che le figlie delle sue amiche erano una trentotto. Mio padre purtroppo non diceva mai niente perché tanto non gli importava e quando diceva qualcosa dava sempre ragione a lei, così mi ero prefissata di perdere peso, ma a modo mio, così da non darle la soddisfazione di portarmi da un dietologo. Mi limitavo a mangiare una mela a colazione, un’altra a pranzo evitando di andare nella mensa del college con la mia migliore amica, ma ero felice del fatto che finalmente eravamo in pausa estiva e quindi non ero più costretta a mentirle, mentre a cena mangiavo un’insalata e un po’ di carne e la mattina presto andavo a fare jogging. I risultati si vedevano già, ero scesa a una taglia quaranta, quelle che solitamente venivano chiamate maniglie d’amore erano sparite, il ventre era piatto, anche perché non c’era niente nella pancia e mia madre, che aveva notato la differenza, anche se per me una taglia in meno non era una cosa così eclatante, ne era felice. “C’è da lavorare ancora un po’, ma ti sta bene” disse studiando il modo in cui il tubino nero mi fasciava i fianchi e il sedere, scendendo fino a metà coscia. “Sei contenta di non avere più quel sedere enorme?” chiese girandomi intorno e io alzai gli occhi al cielo “Sono scesa solo di una taglia mamma” mi zittì con una mano “Ma hai anche rassodato andando a correre e anche questo vuol dire”. Guardai il mio riflesso allo specchio. I capelli formavano delle piccole onde che mi ricadevano sulle spalle, dorati come quelli della bambina al parco. Ero solita a cambiare colore, oppure a colorarne qualche ciocca, ma anche in quel caso ero stanca di sentire mia madre lamentarsi, così ero tornata al mio colore naturale facendomi schiarire un po’ le punte. Sapeva essere davvero convincente con quel suo sguardo carico di disgusto ed io non ero brava come mio fratello a sopportarlo, ma lui se n’era andato quindi ero sola contro un muro e non valeva la pena lottare, rischiavi solo di farti male. I miei occhi erano grandi come quelli di Haley, ma a differenza sua i miei erano marroni, ma molto, molto scuri. L’eyeliner ne delineava i contorni e il nero li faceva sembrare più piccoli. Sul naso avevo un piccolo brillantino, opera di una mia cara amica, Terry che era la body piercer del negozio di Tom e Lan. La mia piccola bocca a cuore era colorata di un rosso opaco. Era vero che il vestito mi cadeva meglio, ma mi resi conto con dispiacere che la mia quarta di reggiseno era un po’ calata. Le decolleté rosse mi fecero racimolare qualche centimetro. Mia madre apparve dietro di me con una collana di rubini e me la mise. Guardai il suo riflesso vicino al mio. Era alta e magrissima, i capelli biondi erano legati in uno chignon elegante. Sembrava stanca dietro gli occhiali quadrati e piccoli che le davano un’aria ancora più severa. La collana di perle che papà le aveva regalato per il suo compleanno le metteva in risalto il collo lungo e stretto. Aveva un fisico asciutto, tipico di una ballerina di danza classica, e lei lo era stata fino a quando non si sposò, poi si limitò a insegnare ed a diventare direttrice di diverse scuole di danza. La danza classica le aveva anche donato un’eleganza estrema, nonostante la rigidità  e non mancava mai di farmi notare che non avevo ereditato nemmeno quella. Presi la pochette rossa e scendemmo di sotto, dove mio padre ci stava aspettando in fondo alle scale. La casa dei miei era qualche villa dopo quella di Haley e io andavo spesso da lei, ma lei non era mai stata lì, non perché mi vergognassi di lei o cose del genere, semplicemente tenevo la mia vita lontano da quel posto. A differenza di casa sua che era in perfetto stile moderno, la loro invece rispecchiava perfettamente lo stile antico e vittoriano. I grossi e massicci mobili antichi erano dappertutto, le tende di velluto rosse coprivano le finestre e non lasciavano entrare la luce, i tappeti erano immacolati ed enormi, anche se raccoglievano polvere facendomi starnutire. Papà era quello che di solito veniva considerato un omone. Era alto due metri e massiccio (secondo mia madre avevo preso da lui la tendenza ad ingrassare), portava i baffi ed i capelli brizzolati erano tirati indietro. Indossava uno smoking nero ed elegante. Alzò lo sguardo su di noi e i suoi occhi grigi vagarono da mia madre a me per poi posarsi di nuovo sul suo telefono. “Pronte?” domandò. La cameriera ci porse i soprabiti e aprì la porta “Certo caro” rispose mia madre e ci dirigemmo verso la limousine che ci stava aspettando fuori. Arrivammo al grosso hotel a cinque stelle che ospitava l’asta. I miei andarono dritti nella sala conferenze, dove si sarebbe tenuta l’asta, io invece andai al bar dove il barman era impegnato ad asciugare con cura dei calici. Era un signore con i capelli brizzolati, le rughe intorno agli occhi, una divisa elegante e un po’ di pancetta. Alzò lo sguardo su di me “Champagne?” domandò, alzai le spalle “Va bene”. Mi passò un calice con dentro del liquido chiaro, lo presi e mi diressi sul terrazzo sperando di non incontrare nessuno, ovviamente sbagliavo. “Oh mio Dio Joey Harper” mi voltai verso la voce squillante alle mie spalle. Ashley Morgan e Maddison Algerini mi stavano guardando con dei finti sorrisi sulle facce. La prima era mora, la seconda rossa, una liscia, l’altra riccia, Ashley con gli occhi scuri, Maddison chiare, entrambe con un fisico da urlo nei loro vestiti succinti, entrambe insopportabili. “Hai perso peso” mi fece notare Ashley “Stai molto meglio così” le fece eco l’altra, alzai gli occhi al cielo “Anche voi state bene”. Si guardarono sorridendo “Grazie cara” continuò la mora “Io e Mad sfileremo la settimana prossima sai? Durante la serata di beneficenza che sta organizzando tua madre”. Schiusi appena la bocca per la sorpresa e loro si guardarono compiaciute “Oh, non lo sapevi?” mi chiese con finta preoccupazione Maddison, un’altra cosa che riguardava entrambe, erano finte dentro e fuori. “Certo” dissi cercando di sembrare il più convincente possibile. “Beh magari sfilerai anche tu la prossima volta, abbiamo saputo che sei una quaranta adesso, ancora un po’ d’impegno” continuò squadrandomi “Sfilare non fa per me, non voglio certo togliervi il divertimento” sbottai e le sorpassai dirigendomi verso l’atrio dell’hotel. Non le sopportavo, pensavo di essermele levate di torno dopo il liceo, ma sbagliavo, nel circolo dei ricchi giravano sempre le stesse persone. Le nostre mamme erano amiche da sempre e anche loro due, ma io anche in quel caso ero la pecora nera della situazione. Avevamo studiato tutte e tre nella più prestigiosa scuola privata della zona e mi avevano dato il tormento per tutto il tempo visto che loro erano le meravigliose cheerleader mentre io ero quella che occupava la panchina lontana da tutti munita di cuffie e libro, c’era stato un periodo in cui avevo cercato di essere loro amica, ma non facevano altro che ricordarmi le frivolezze da cui ero circondata, quindi avevo preferito starmene in disparte, trasparente e in attesa di andare al college per levarmele di torno, ovviamente sbagliavo. Beh al college le intravedevo di tanto in tanto, ma andava bene così, il problema era che a queste stupide feste non mancavano mai. Arrivata nell’atrio notai che si era popolato di ragazzi e ragazze, tutti figli e nipoti dei ricchi impegnati con l’asta. Qualcuno mi salutò e alzai la mano per ricambiare mentre mi dirigevo a grandi passi verso la toilette, poi qualcuno mi afferrò per un polso e lo riconobbi subito visto che la pelle sembrò prendere fuoco all’istante. Tom era davanti a me con una camicia bianca con le maniche lunghe, la cravatta sottile, nera, dei jeans scuri e le Vans ai piedi e l’immancabile cappello nero e bianco con qualche borchia. In pratica fra tutto quel lusso e quell’eleganza spiccava fuori lui e mi venne da sorridere, ma arrossii pensando a quanto stava bene vestito in quel modo, a come la camicia gli cadeva perfetta sul busto e a come le maniche si adattavano alle braccia muscolose. “Non mi sentivi mentre ti chiamavo?” domandò. Guardai la sua mano ancora stretta intorno al mio polso e lui mi lasciò andare “No” dissi “Scusa, non ti ho sentito” mi guardò accigliato “Stai bene?” chiese e io scrollai le spalle “Oggi me lo stai chiedendo continuamente” risposi e lo guardai mentre spostò lo sguardo da me alla porta dietro di me “È solo che sembri stanca e distratta e non è da te”. In quel momento si aprirono le porte della sala conferenze e parte dell’alta società di Santa Monica uscì ridendo e soddisfatta. Qualcuno disse che era il momento di sedersi per il ricevimento. “Andiamo” gli dissi e lo trascinai nel ristorante dell’hotel. Non mangiai quasi nulla, a parte l’insalata e il salmone e mia madre annuì dall’altro lato del tavolo. Non dovetti sforzarmi molto a parlare visto che erano tutti degli adulti impegnati a discutere del loro grossi affari. “Dove vai al college cara?” mi domandò ad un certo punto una signora anziana vicino a me. Era la direttrice di una nota scuola di danza di L.A. “Al Santa Monica College, signora Thompson” risposi accennando un sorriso “Pensavo andassi a Yale come tuo padre, oppure alla Juliard come tua madre” rispose. Stavo per dirle che io avevo deciso di rimanere in zona quando mia madre parlò. “Si trasferirà a Yale a settembre”. Io che ero intenta a bere dell’acqua quasi mi strozzai e mia madre mi guardò con aria severa. “Cosa?” domandai portandomi una mano al petto “Tesoro ne abbiamo già parlato, questi giovani, dimenticano tutto non è vero signora Thompson?” non sentii la risposta, ma io ero certa del fatto che non avevamo mai parlato del mio trasferimento, era il suo modo per farmi capire che quello non era né il posto né il momento per affrontare il discorso. Chiesi scusa e mi alzai dal tavolo. Andai dritta in bagno, chiusi a chiave la porta e scoppiai a piangere. Cosa diavolo significava che a settembre mi sarei trasferita? Avevamo avuto quella discussione un anno e mezzo prima quando mi ero rifiutata categoricamente di lasciare la mia città e adesso a metà del secondo anno volevano mandarmi via? Perché? Avevo il massimo dei voti e amavo la facoltà di letteratura quindi qual era il problema? Volevo laurearmi il prima possibile per andarmene di casa e non essere più legata a loro, ma non volevo lasciare la città e nemmeno i miei amici che inconsapevolmente mi aiutavano a tenere duro. Era tutto surreale, doveva esserci un errore. Sussultai quando sentii bussare piano alla porta. “Occupato” dissi cercando di usare un tono fermo ma sembrò più un lamento “Sono io” disse una voce dall’altro lato della porta. “Tom cosa ci fai nel bagno delle signore?” chiesi esterrefatta “Se ti beccano qui finisci nei guai” continuai “Allora fammi entrare no?” replicò. Mi asciugai le lacrime con un po’ di carta igienica e aprii la porta, ma prima che potessi dirgli di andare via lui s’intrufolò e chiuse la porta alle sue spalle. Non era esattamente la scena più romantica del mondo con me seduta sul coperchio del water mentre con le mie ginocchia toccavo le sue. Tenni la testa bassa cercando di nascondere i miei occhi arrossati per le lacrime e probabilmente il trucco era sbavato, ma ben presto lui si abbassò facendo in modo che i nostri visi si ritrovassero alla stessa altezza “Cosa ci fai qui?” gli chiesi “Ho sentito di Yale” rispose lui e sentii gli occhi riempirsi di lacrime, tenni lo sguardo fisso sulle mie ginocchia, i pugni stretti lungo i fianchi mentre cercavo di non crollare davanti a lui. Poi Tom fece qualcosa di inaspettato, iniziò ad accarezzarmi le guance, col tocco più gentile che io avessi mai sentito, come se temesse di rompermi, come se fossi fatta di cristallo. “Ne parlerete a casa, sistemerete le cose” disse in tono gentile ed io scossi la testa “Probabilmente hanno già fatto il trasferimento” sentii il labbro inferiore iniziare a tremare e lo morsi nel tentativo di farlo smettere, poi lui fece la seconda cosa inaspettata quella sera, si avvicinò così tanto che i nostri visi si ritrovarono pericolosamente vicini e avvertii il suo respiro sfiorarmi le labbra. “Troveremo una soluzione”. Quelle parole mi attraversarono colpendomi dritte al cuore, lo guardai negli occhi mentre una lacrima riuscì a sfuggirmi scivolando lungo il viso e lui la raccolse con il pollice. È per questo, dissi a me stessa, è per questo che sono innamorata di lui, da sempre. Da bambini eravamo vicini di casa. Tom e mio fratello divennero grandi amici mentre io ero solo la sorellina che non volevano mai fra i piedi. Poi quando io avevo undici anni e mio fratello cinque in più, fummo costretti a partire per quattro anni perché a mia madre era stato chiesto di dirigere un collegio in Svizzera. Mi presi una cotta per lui quando tornammo a casa, pronta per iniziare le superiori. Una mattina scesi al piano di sotto per fare colazione con la divisa della mia scuola e sentii mio fratello scherzare con qualcuno, non ne riconobbi subito la voce, anche perché l’ultima volta che lo avevo visto aveva una voce diversa, più infantile, quella che avevo sentito quel giorno era bassa e forte, una volta in cucina si voltò verso di me e mi ritrovai davanti un giovane uomo con gli occhi più belli che avessi mai visto e che riconobbi subito, anche perché i miei genitori lo avevano sempre chiamato “Begli occhi”. Lui mi guardò intensamente, squadrandomi. “Sei cresciuta” mi disse “Capita” ricordo di aver risposto e lui sorrise. Poi Eric s’intromise, non ricordo cosa disse perché Tom continuava a guardarmi ed io non riuscivo nemmeno a muovere un passo, poi arrivò mia madre che mi fece notare che stavo facendo tardi e lui distolse lo sguardo, da quel giorno e per i cinque anni successivi, nei fine settimana, che era il momento in cui mio fratello tornava dal college, me lo ritrovai sempre a casa. Di conseguenza, per quanto mi sforzassi per farmi passare quella cotta divenne quasi impossibile fra gli incontri in città e a casa, per non parlare degli incontri imbarazzanti che erano capitati, come il giorno il cui avevo deciso di usare la vasca a idromassaggio del bagno che di solito usavano gli ospiti. Quando uscii per andare in camera mia me lo ritrovai davanti, mentre io ero avvolta in un asciugamano striminzito e divenni paonazza mentre lui balbettò qualcosa. Oppure la volta in cui cercavo di fare pratica sui tacchi per prepararmi per il ballo scolastico e mentre scendevo le scale Tom e Eric passarono lì davanti, così mi sporsi per guardarlo meglio e finii col cadere e precipitare giù per non so quanti scalini slogandomi una caviglia e finendo con il dover subire una ramanzina di mia madre sul fatto che era il mio peso a creare tutti quei problemi. Si certo, come no… Sta di fatto che ero persa di lui, mentre per lui ero semplicemente la sorellina del suo amico. Certo nell’ultimo anno ci eravamo avvicinati molto visto che i nostri migliori amici si erano messi insieme, ma all’inizio fu veramente strano, specialmente dopo che mio fratello se n’era andato.
Ti sei persa di nuovo” sussultai alla sua voce “Scusa” dissi arrossendo e lo vidi sorridere “Che ne dici se ce ne andiamo?” mi chiese, ma per quanto l’idea fosse allettante scossi la testa .“Devo tornare e parlare con loro, non riuscirei nemmeno a dormire altrimenti” lui annuì e si alzò in piedi. “Si sistemerà tutto” mi disse, ma io sapevo che non era così, lo osservai mentre si girò per aprire la porta, guardai il modo il cui la camicia gli cadeva sulla schiena, non si era nemmeno preso la briga d’infilarla nei jeans che erano calati lungo i fianchi, si voltò verso di me e alzai lo sguardo su di lui. “E comunque, per la cronaca, sarebbero più che liete di trovarmi nel bagno delle signore” sorrise e non potei non farlo anch’io, uscimmo dal bagno e mi disse che lui sarebbe andato via così io cercai i miei che si stavano infilando i soprabiti.





giovedì 2 luglio 2015

Rory Gilmore

Buon pomeriggio divoratori! Come state? State sfruttando queste vacanze per leggere il più possibile? Io sto riguardando per la 100 esima volta Una mamma per amica , quante pazze per loro come me? Così ho pensato di cercare la lista di libri che Rory ha letto così  da far felice molti bookworm come me :) :)

Eccola qui...
la lista integrale di libri letti da Rory nel corso delle stagioni.
Ve la riporto in questo articolo che farà la gioia dei bookworm!

1. 1984, George Orwell;
2. A ciascuno il suo corpo, Mary Rodgers;
3. A sangue freddo, Truman Capote;
4. A spasso con Daisy, Alfred Uhry;
5. Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carroll;
6. Alta fedeltà, Nick Hornby;
7. Amabili resti, Alice Sebold;
8. Amatissima, Toni Morrison;
9. Amleto, William Shakespeare;
10. Anna dei miracoli, William Gibson;
11. Anna Karenina, Lev Tolstoy;
12. Arancia meccanica, Anthony Burgess;
13. Aspettando Godot, Samuel Beckett;
14. Autobiografia di un volto, Lucy Grealy;
15. Avere e non avere, Ernest Hemingway;
16. Babe maialino coraggioso, Dick King-Smith;
17. Balle! E tutti i ballisti che ce le stanno raccontando, Al Franken;
18. Balzac e la piccolo sarta cinese, Dai Sijie;
19. Bambi, Felix Salten;
20. Bel Canto, Ann Patchett;
21. Beowulf, Seamus Heaney;
22. Bhagava Gita;
23. Biancaneve e I sette nani, Fratelli Grimm;
24. Biografie, Winston Churchill;
25. Bitch rules. Consigli di comune buonsenso per donne fuori dal comune, Elizabeth Wurtzel;
26. Brick Lane, Monica Ali;
27. Bridgadoon, Alan Jay Lerner;
28. Camera con vista, E. M. Forster;
29. Candido, Voltaire;
30. Canto di Natale, Charles Dickens;
31. Carrie, Stephen King;
32. Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez;
33. Che fine ha fatto Baby Jane?, Henry Farrell;
34. Chi ha paura di Virginia Woolf, Edward Albee;
35. Chi ha spostato il mio formaggio?, Spencer Johnson;
36. Christine . La macchina infernale, Stephen King;
37. Cime tempestose, Emily Brontë;
38. Come funzionano le cose, David Macaulay;
39. Comma-22, Joseph Heller;
40. Cujo, Stephen King;
41. Cuori di tenebra, Joseph Conrad;
42. Daisy Miller, Henry James;
43. Dalla parte di Swann, Marcel Proust;
44. David Copperfield, Charles Dickens;
45. Deenie, Judy Blume;
46. Delitto e castigo, Fyodor Dostoevsky;
47. Don Chisciotte, Cervantes;
48. Dr. Jekyll & Mr. Hyde, Robert Louis Stevenson;
49. Due giorni alla fine, Tony Vigorito;
50. Eleanor Roosevelt, Blanche Wiesen Cook;
51. Eloise, Kay Thompson;
52. Emily la stramba, Roger Reger;
53. Emma, Jane Austen;
54. Enciclopedia marrone, Donald J. Sobol;
55. Enrico IV parte I, William Shakespeare;
56. Enrico IV parte II, William Shakespeare;
57. Enrico V, William Shakespeare;
58. Espiazione, Ian McEwan;
59. Ethan Frome, Edith Wharton;
60. Etica, Spinoza;
61. Eva Luna, Isabel Allende;
62. Fahrenheit 451, Ray Bradbury;
63. Fahrenheit 9/11, Michael Moore;
64. Fat land. Il paese dei ciccioni. Perché gli americani sono diventati il popolo più grasso del mondo e come evitare di fare la stessa fine di Greg Critser;
65. Fiesta, Ernest Hemingway;
66. Fiori per Algernon, Daniel Keyes;
67. Foglie d’erba, Walt Whitman;
68. Frankenstein, Mary Shelley;
69. Franny e Zooey, J. D. Salinger;
70. Furore, John Steinbeck;
71. Galapagos, Kurt Vonnegut;
72. Gidget, Fredrick Kohner;
73. Giovedì mi ucciderai, Gregory McDonald;
74. Giulio Cesare, William Shakespeare;
75. Grandi speranze, Charles Dickens;
76. Guerra e pace, Leo Tolstoy;
77. Harry Potter e il calice di fuoco, J. K. Rowling;
78. Harry Potter e la pietra filosofale, J. K. Rowling;
79. Helter Skelter. Storia del caso Charles Mansondi Vincent Bugliosi e Curt Gentry;
80. Holidays on Ice: Storie di David Sedaris;
81. I demoni, Fyodor Dostoyevsky;
82. I diari, Sylvia Plath;
83. I fratelli Bielski, Peter Duffy;
84. I miei martedì col professore, Mitch Albom;
85. I peccatori di Peyton, Grace Metalious;
86. I poemi, Anne Sexton;
87. I racconti di Canterbury, Chaucer;
88. I ragazzi della 56esima strada, S. E. Hinton;
89. I sonetti, William Shakespeare;
90. I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters, Rebecca Wells;
91. I vangeli gnostici, Elaine Pagels;
92. Il buio oltre la siepe, Harper Lee;
93. Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini;
94. Il circolo della fortuna e della felicità, Amy Tan;
95. Il codice Da Vinci, Dan Brown;
96. Il codice dei Wooster o Jeeves non si smentisce, P.G. Wodehouse;
97. Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas;
98. Il corvo, Edgar Allan Poe;
99. Il crogiuolo, Arthur Miller;
100. Il cucciolo, Marjorie Kinnan Rawlings;
101. Il diario di Anna Frank, Anna Frank;
102. Il diario di una tata, Emma McLaughlin;
103. Il dio delle piccolo cose, Arundhati Roy;
104. Il filo del rasoio, W. Somerset Maugham;
105. Il giovane Holden, J. D. Salinger;
106. Il gobbo di Notre Dame, Victor Hugo;
107. Il grande Gazby, F. Scott Fitzgerald;
108. Il gruppo, Mary McCarthy;
109. Il laureato, Charles Webb;
110. Il leone, la strega e l’armadio, C.S. Lewis;
111. Il maestro e Margherita, Mikhail Bulgakov;
112. Il maratoneta, William Goldman;
113. Il meraviglioso mago, OZ di Frank L. Baum;
114. Il mondo nuovo, Aldous Huxley;
115. Il nome della rosa, Umberto Eco;
116. Il nudo e il morto, Norman Mailer;
117. Il padrino: libro 1, Mario Puzo;
118. Il petalo cremisi e il bianco, Michel Faber;
119. Il processo, Franz Kafka;
120. Il risveglio, Kate Chopin;
121. Il ritorno del re, J. R. R. Tolkien;
122. Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde;
123. Il secondo sesso, Simone de Beauvoir;
124. Il signore delle mosche, William Golding;
125. Il violinista sul tetto, Joseph Stein;
126. Indietro nel tempo, Jack Finney;
127. Jane Eyre, Charlotte Brontë;
128. L’amante di lady Chatterley, D. H. Lawrence;
129. L’amico comune, Charles Dickens;
130. L’anno del pensiero magico, Joan Didion;
131. L’arte del romanzo, Henry James;
132. L’arte della guerra, Sun Tzu;
133. L’età dell’innocenza, Edith Wharton;
134. L’iliade, Omero;
135. L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon;
136. L’omonimo, Jhumpa Lahiri;
137. L’opera struggente di un formidabile genio, Dave Eggers;
138. L’oracolo della notte, Paul Auster;
139. L’ultimo degli uomini, Margaret Atwood;
140. L’urlo e il furore, William Faulkner;
141. La calunnia, Lillian Hellman;
142. La campana di vetro, Sylvia Plath;
143. La capanna dello zio Tom, Harriet Beecher;
144. La casa degli spiriti, Isabel Allende;
145. La casa di sabbia e nebbia, Andre Dubus III;
146. La commedia degli errori, William Shakespeare;
147. La compagnia dell’anello, J. R. R. Tolkien;
148. La crociata dei bambini, Kurt Vonnegut;
149. La cugina Bette, Honorè de Balzac;
150. La custode di mia sorella, Jodi Picoult;
151. La disfatta del genere, Judith Butler;
152. La divina commedia, Dante;
153. La dottrina dell’1 per cento. La guerra al terrore e la pericolosa strategia dell’amministrazione Bush, Ron Suskind;
154. La fiera delle vanità, William Makepeace Thackeray;
155. La figlia della fortuna, Isabel Allende;
156. La fonte meravigliosa, Ayn Rand;
157. La fortezza della solitudine, Jonathan Lethem;
158. La giungla, Upton Sinclair;
159. La Guerra del Peloponneso, Donald Kagan;
160. La leggenda di Bagger Vance, Steven Pressfield;
161. La lettera scarlatta, Nathaniel Hawthorne;
162. La lotteria, Shirley Jackson;
163. La metamorfosi, Franz Kafka;
164. La mia africa, Isac Dineson;
165. La mia vita, la mia storia, Hillary Rodham Clinton;
166. La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Audrey Niffenegger;
167. La notte, Elie Wiesel;
168. La piccola Dorrit, Charles Dickens;
169. La piccola fiammiferaia, Hans Christian Andersen;
170. La rana saltatrice, Mark Twain;
171. La scelta di Sophie, William Styron;
172. La storia della mia vita, Helen Keller;
173. La tela di Carlotta, E. B. White;
174. La tenda rossa, Anita Diamant;
175. La tragedia del Bounty, Charles Nordhoff e James Norman Hall;
176. La valle delle bambole, Jacqueline Susann;
177. La veglia per Finnegan, James Joyce;
178. L’Acid Test al Rinfresko Elettrikodi, Tom Wolfe;
179. Le allegre comari di Windsor, William Shakespeare;
180. Le anime morte, Nikolai Gogol;
181. Le avventure di Huckleberry Finn, Mark Twain;
182. Le cascate del cuore, Richard Russo;
183. Le ceneri di Angela, Frank McCourt;
184. Le cinque persone che incontri in cielo, Mitch Albom;
185. Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, Michael Chabon;
186. Le nevi del Kilimanjaro, Ernest Hemingway;
187. Le sorelle Hunt, Elisabeth Robinson;
188. Le vergini suicide, Jeffrey Eugenides;
189. Leggere Lolita a Tehran, Azar Nafisi;
190. Lisa e David, Dr Theodore Issac Rubin M.D;
191. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon;
192. L’opposto del fato: un libro di riflessioni, Amy Tan;
193. Love Story, Erich Segal;
194. Macbeth, William Shakespeare;
195. Madame Bovary, Gustave Flaubert;
196. Me parlare bello un giorno, David Sedaris;
197. Memorie del Generale W. T. Sherman, William Tecumseh Sherman;
198. Memorie, Ernest Hemingway;
199. Memorie di una ragazza per bene, Simone de Beauvoir;
200. Meno di zero, Bret Easton Ellis;
201. Mentre morivo, William Faulkner;
202. Middlesex, Jeffrey Eugenides;
203. Moby Dick, Herman Melville;
204. Monsieur Proust, Celeste Albaret;
205. Morte di un commesso viaggiatore, Arthur Miller;
206. Mrs. Dalloway, Virginia Woolf;
207. My Lai Vietnam, Seymour M. Hersh;
208. Narrativa complete, Dorothy Parker;
209. Noi siamo infinito, Stephen Chbosky;
210. Northanger Abbey, Jane Austen;
211. Novelle, Dawn Powell;
212. Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Foer;
213. Oliver Twist, Charles Dickens;
214. Othello, Shakespeare;
215. Pace separata, John Knowles;
216. Passaggio in India, E.M. Forster;
217. Paura e disgusto a Las Vegas, Hunter S. Thompson;
218. Piccole donne, Louisa May Alcott;
219. Pigmalione, George Bernard Shaw;
220. Pinocchio, Carlo Collodi;
221. Please kill me. Il punk nelle parole dei suoi protagonisti, McNeil and Gillian McCain;
222. Poesie di Emily Dickinson, Emily Dickinson;
223. Qualcuno volò sul nido del cuculo, Ken Kesey;
224. Quando ho imparato a respirare sott’acqua, Julie Orringer;
225. Quattrocento, James Mckean;
226. Quell’anno a scuola, Tobias Wolff;
227. Racconto di due città, Charles Dickens;
228. Ragazze interrotte, Susanna Kaysen;
229. Ragione e sentimento, Jane Austen;
230. Raperonzolo, Fratelli Grimm;
231. Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier;
232. Riccardo III, William Shakespeare;
233. Romeo e Giulietta, William Shakespeare;
234. Rosemary’s Baby, Ira Levin;
235. Sacred Time, Ursula Hegi;
236. Santuario, William Faulkner;
237. Seabiscuit, Laura Hillenbrand;
238. Sexus, Henry Miller;
239. Shining, Stephen King;
240. Siddhartha, Hermann Hesse;
241. Sonetti dal portoghese, Elizabeth Barrett Browning;
242. Songbook, Nick Hornby;
243. Stagioni diverse, Stephen King;
244. Sto con la Band, Pamela des Barres;
245. Storia del decline e della caduta dell’impero romano, Edward Gibbon;
246. Strega: Cronache dal Regno di Oz in rivolta, Gregory Maguire
247. Stuart Little, E. B. White;
248. Stupori, Ann Patchett;
249. Sulla strada, Jack Kerouac;
250. Taccuino di un vecchio porco, Charles Bukowski;
251. Tenera è la notte, F. Scott Fitzgerald;
252. Topi e uomini, John Steinbeck;
253. Tutti i racconti e le poesie, Edgar Allan Poe;
254. Ulisse, James Joyce;
255. Un albero cresce a Brooklyn, Betty Smith;
256. Un fulmine a ciel sereno e altri saggi, Mary McCarthy;
257. Un tram che si chiama desiderio, Tennessee Williams;
258. Un’isola di stranieri, Andrea Levy;
259. Una banda di idioti, John Kennedy Toole;
260. Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf;
261. Una tragedia americana, Theodore Dreiser;
262. Una vita da lettore, Nick Hornby;
263. Una vita di Colette. I segreti della carne di Judith Thurman;
264. Urlo, Allen Gingsburg;
265. Venivamo tutte per mare, Julie Otsuka;
266. Via col vento, Margaret Mitchell;
267. Vita di Pi, Yann Martel;
268. Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen;
269. We Owe You Nothing – Punk Planet: The Collected Interviews edited, Daniel Sinker;
270. What Colour is Your Parachute? 2005, Richard Nelson Bolles;
271. Velvet Underground’s The Velvet Underground and Nico (Thirty Three and a Third series), Joe Harvard;
272. The Vanishing Newspaper, Philip Meyers;
273. Unless, Carol Shields;
274. Term of Endearment, Larry McMurtry;
275. Swimming with Giants: My Encounters with Whales, Dolphins and Seals, Anne Collett;
276. Sybil, Flora Rheta Schreiber:
277. Speak, Memory, Vladimir Nabokov;
278. Stiff: The Curious Lives of Human Cadavers, Mary Roach;
279. Social Origins of Dictatorship and Democracy: Lord and Peasant in the Making of the Modern World, Barrington Moore;
280. The Song of Names, Norman Lebrecht;
281. Song of the Simple Truth: The Complete Poems of Julia de Burgos, Julia de Burgos;
282. The Song Reader, Lisa Tucker;
283. Walden, Henry David Thoreau;
284. The Song of Names, Norman Lebrecht;
285. Song of the Simple Truth: The Complete Poems of Julia de Burgos, Julia de Burgos;
286. The Song Reader, Lisa Tucker;
287. S Is for Silence, Sue Grafton;
288. Shane, Jack Shaefer;
289. Selected Letters of Dawn Powell: 1913-1965, Dawn Powell;
290. The Secret Life of Bees, Sue Monk Kidd;
291. Savage Beauty: The Life of Edna St. Vincent Millay, Nancy Milford;
292. Robert’s Rules of Order, Henry Robert;
293. R Is for Ricochet, Sue Grafton;
294. Rescuing Patty Hearst: Memories From a Decade Gone Mad, Virginia Holman;
295. Rebecca of Sunnybrook Farm, Kate Douglas Wiggin;
296. A Quiet Storm, Rachel Howzell Hall;
297. Pushkin: A Biography, T. J. Binyon;
298. Property, Valerie Martin;
299. The Portable Nietzche, Fredrich Nietzche;
300. Pigs at the Trough, Arianna Huffington;
301. The Peace of Nicias and the Sicilian Expedition, Donald Kagan;
302. One Day in the Life of Ivan Denisovitch, Alexander Solzhenitsyn;
303. The Norton Anthology of Theory and Criticism, William E. Cain, Laurie A. Finke, Barbara E.;
304. Johnson, John P. McGowan;
305. Nickel and Dimed, Barbara Ehrenreich;
306. Nervous System: Or, Losing My Mind in Literature, Jan Lars Jensen;
307. My Life in Orange: Growing Up with the Guru, Tim Guest;
308. My Life as Author and Editor, H. R. Mencken;
309. A Month Of Sundays: Searching For The Spirit And My Sister, Julie Mars;
310. A Monetary History of the United States, Milton Friedman;
311. The Mojo Collection: The Ultimate Music Companion, Jim Irvin;
312. Moliere: A Biography, Hobart Chatfield Taylor;
313. The Meaning of Consuelo, Judith Ortiz Cofer;
314. Mencken’s Chrestomathy, H. R. Mencken;
315. The Manticore, Robertson Davies;
316. The Little Locksmith, Katharine Butler Hathaway;
317. Letters to a Young Poet, Rainer Maria Rilke;
318. The Last Empire: Essays 1992-2000, Gore Vidal;
319. The Kitchen Boy: A Novel of the Last Tsar, Robert Alexander;
320. It Takes a Village, Hillary Clinton;
321. Ironweed, William J. Kennedy;
322. Inherit the Wind, Jerome Lawrence and Robert E. Lee;
323. How the Grinch Stole Christmas, Dr. Seuss;
324. How the Light Gets in, M. J. Hyland;
325. George W. Bushism: The Slate Book of the Accidental Wit and Wisdom of our 43rd President, Jacob Weisberg;
326. Goldilocks and the Three Bears, Alvin Granowsky;
327. The Good Soldier, Ford Maddox Ford;
328. The Gospel According to Judy Bloom;
329. The Holy Barbarians, Lawrence Lipton;
330. The Fall of the Athenian Empire, Donald Kagan;
331. Extravagance, Gary Krist;
332. Europe through the Back Door, 2003, Rick Steves;
333. Ella Minnow Pea: A Novel in Letters, Mark Dunn;
334. The Devil in the White City: Murder, Magic, and Madness at the Fair that Changed America, Erik Larson;
335. The Dirt: Confessions of the World’s Most Notorious Rock Band, Tommy Lee, Vince Neil, Mick Mars and Nikki Sixx;
336. Complete Stories, Dorothy Parker;
337. The Collected Stories of Eudora Welty, Eudora Welty;
338. The Collected Short Stories, Eudora Welty;
339. Backlash: The Undeclared War Against American Women, Susan Faludi;
340. Archidamian War, Donald Kagan.

sabato 30 maggio 2015

Le 10 Librerie più belle al mondo, fra queste anche una Italiana!


Quanti curiosi di conoscere le 10 librerie più belle al mondo? Spulciando in internet ho trovato qualche articolo interessante da cui ho preso spunto, io mi sono segnata gli indirizzi e voi????



1. Libreria Lello, Porto

La libreria "Lello e Irmao", conosciuta anche come libreria Lello, è un'antica proprietà commerciale di Porto, nel centro storico di Rua das Carmelitas. Considerata anche come una delle librerie con più alto valore storico e artistico dallo scrittore Enrique Vila- Matas, dal Guardian (un giornale britannico) e dalla Lonely Planet. Fondata nel 1869 è la seconda libreria più antica del Portogallo, ha inoltre fatto da set per alcune scene di Harry Potter.

Rua das CArmelitas 144, Porto


2. El Ateneo - Gran Splendid, Buenos Aires

Un antico teatro, inaugurato nel 1919, divenuta poi una libreria grazie al gruppo Yenny- El Ateneo ( la catena di librerie più famosa in Argentina). Questa meravigliosa libreria possiede ben più di 120.000 titoli, ordinati per genere, lungo tutte le pareti e nella platea.

Avenida Santa Fe 1860, Buenos Aires


3. Libreria del Virrey, Lima

Fondata 40 anni fa da due uruguaiani. Specializzata in letteratura peruviana, libri politici, d'arte ed anche delle graphic novel.

Bolognesi 510, Miraflores Lima



4. Polare, Maastricht

E se una chiesa si trasformasse in una libreria? Beh questa ne è l'esempio. Ricavata all'interno di una chiesa domenicana del Duecento. Quando la società che la gestiva dichiarò fallimento la libreria venne riaperta grazie ad una campagna di crowdfunding lanciata dai dipendenti.

Dominikanerkerkstraat 1, Maastricht



5. Librairie des Colonnes, Tangeri

Amata da grandi scrittori come Samuel Beckett, Paul Bowles e Marguerite Yourcenas. Questo angolo di paradiso è il posto perfetto per nascondersi dal caos della città.

Avenue Pasteur, Tangeri


6. Shakespeare & Company, Parigi

Fondata nel 1951 da George Whitman, sulla Rive Gauche della Senna. Inizialmente si chiamava "Le Mistral" ma in seguito cambiò il nome in onore di Sylvia Beach, che nel 1919 fondò la prima vera "Shakespeare & Company". La libreria offre il pernottamento gratuito in cambio di qualche ora di lavoro fra gli scaffali.

37 di rue de la Bucherie, Parigi



7. Cook & Book, Bruxelles

Cook & Book è sia una libreria, sia un ristorante di design. Sono circa 500 metri quadrati dedicati alla lettura e alla cucina. Ha nove spazi tematici. La stanza dedicata ai fumetti, la BD, la Jeunesse dedicata ai libri per l'infanzia, la Voyages piena di libri per viaggi. La Beaux - Arts dedicata all'arte, nella Musique uno spazio dedicato alla musica e ai vini. La Serre è dedicata al giardinaggio, al tempo libero e al benessere. Nella Roman invece nel soffitto ci sono ben 800 libri sospesi. C'è anche una Fiat 500 dov'è possibile mangiare e leggere. Mentre, nell'ultima stanza, l'Anglais, è dedicata alla letteratura inglese.

Place du Temps Libre 1, Bruxelles



8. Puro Verso, Montevideo

La libreria Puro Verso è situata in un edificio Art Deco. Al primo piano si trova il ristorante con un menù innovativo.

Yi 1385, Montevideo



9. La Central, Barcellona

Precedentemente era la Cappella della Misericordia, mentre ora è  una libreria con oltre 80.000 titoli in ben 850 mq.

C/ Mallorca 237, Barcellona



10. Luxemburg, Torino

Nata nel 1872, questa è la libreria più antica di Torino. Qui si trovano libri di ogni genere, e in molte lingue, in inglese, spagnolo, tedesco e francese. Nella libreria si organizzano diverse iniziative per la diffusione della cultura e della lettura, in oltre sui diversi tavoli all'interno si può curiosare sulle ultime novità!

Via Cesare Battisti 7, Torino

mercoledì 20 maggio 2015

Un nuovo bestseller in giro, pronte ad innamorarvi?

Tutti ne parlano e conta già 100.000 download in America. Una storia avvolgente e passionale, tormentata, proprio come piace a noi. Io l'ho scoperto per caso durante questo breve soggiorno in Svizzera.
Natasha Boyd è l'autrice. Questo è il suo primo romanzo autopubblicato online.

LA TRAMA.

È finalmente orario di chiusura nel bar in cui lavora e Keri Ann non desidera altro che tornarsene a casa. Peccato che il ragazzo dai modi bruschi, con il cappuccio della felpa calato sugli occhi, non sembra avere nessuna intenzione di togliere il disturbo.
Quando Keri si avvicina, rimane letteralmente impietrita: sotto quel cappuccio infatti si nasconde il famosissimo attore Jack Eversea, idolo dei rotocalchi per le sue relazioni burrascose e le migliaia di fan che lo seguono a ogni passo. Sguardo intenso, un’espressione sexy e un fisico da urlo. Ma cosa ci fa una star di Hollywood nella sonnacchiosa isoletta di Butler Cove?
Quella tra Keri Ann, la cameriera acqua e sapone abituata a cavarsela da sola, e Jack Eversea, la stella del cinema che ha smarrito la via, all’inizio è solo AMICIZIA. Non ci sono due persone più diverse di così: lei è semplice e schietta, lui è il ragazzo che tutte desiderano, sempre circondato da attrici e modelle bellissime. Eppure qualcosa negli occhi di Keri spinge Jack ad avvicinarsi a lei.
Troppa complicità, troppa fiducia, troppe risate, finché l’attrazione diventa irresistibile… Ma si può vivere nel presente dimenticando da dove si viene? Oppure il passato torna sempre a bussare rischiando di spazzar via anche il sogno più bello?




E per voi, ma solo per voi, miei cari lettori, ecco l'estratto pronto da gustare, buona lettura divoratori!!!

Questo è il link per visualizzare l'estratto:  





giovedì 23 aprile 2015

Buona giornata mondiale del libro

Lettori buona giornata mondiale del libro!!!!! Quanti di voi sono messaggeri di #ioleggoperchè come me?? Il kit è pronto, io sono pronta e ora non mi resta che distribuire i libri! Divertitevi ragazzi e leggete, godetevi il momento!!